UNGHERIA
- Nome ufficiale:Repubblica Ungherese
- Forma di governo:Repubblica
- Posizione:Europa centrale
- Superficie:93 030 km2
- Abitanti:10 375 000
- Capitale:Budapest
- Fuso orario:Orario mitteleuropeo (GMT+1 ora)
- Lingua ufficiale:Ungherese
- Amministrazione:Budapest e 19 comitati
- Clima:Continentale
- Valuta:Forint (HUF)
- Prefisso internazionale:+36 per l'Ungheria; +36 1 per Budapest
L' Ungheria si trova nell' Europa centrale, la sua superficie ammonta a 93.036 kmq. , meno dell'uno per cento della superficie complessiva dell' Europa. Quasi due terzi della superficie sono in pianura, che non raggiunge l' altitudine di 200 m sul livello del mare. Il punto piú elevato é la cima Kékestető (1015 m.) nella catena dei monti Mátra. Il Balaton é il piú vasto specchio d' aqua ferma non solo dell' Ungheria, ma anché dell' Europa centrale ed occidentale. I piú grandi fiumi sono : il Danubio ed il Tibisco
Ungheria e' un paese di clima temperato, e la sua cultura e' molto ricca. I suoi tesori culturali si susseguono in questi 2000 anni: resti dall'epoca romana e quella turca, castelli in stile romanico.
Programmi culturali molto abbondanti aspettano i visitatori in ogni stagione. Tra quelli piu' famosi il Festival di Primavera, il Festival della Musica Lirica di Budapest, la Formula 1, i Giochi in costume nei castelli, teatri all'aperto d'estate, il Festival del vino d' autunno, e tanti concerti invernali.
Oltre questo, l'Ungheria e' famosa per la sua produzione di vini. Molti vini premiati con vari titoli provengono dall'Ungheria, dove il vino viene prodotto in 22 diversi territori vinicoli.
Il quasi 10% del territorio nazionale e' stato proclamato parco nazionale o sotto protezione naturale. Ci sono tante acque: il Danubio, il Tibisco, il Lago Balaton e centinaia di bagni termali rendono il paesaggio inimitabile. La Grande Pianura e' il centro dell' allevamento di cavalli dell'Ungheria.
L' Ungheria e un membro di Unione Europea dal 2004. Le più importanti industrie sono minerarie, metallurgiche, agrarie ed inoltre di materiali di costruzione, alimentari, tessili, chimiche (perlopiù farmaceutiche) e di veicoli. I partner commerciali maggiori sono la Germania, l'Austria, l'Italia e la Russia. Il paese ha avuto, negli anni scorsi, uno sviluppo economico di oltre il 4% grazie all'aumento dinamico delle esportazioni.
L'artigianato
Il legno trova un frequente utilizzo anche nelle arti applicate e nell'artigianato. Il legno in particolare prende la forma delle cassapanche da corredo, dette "cassapanche a tulipani", dipinte con motivi floreali su fondo blu. Con i merletti di Halas e i ricami si esprime l'eccellenza dell'arte tessile ungherese. Le donne, seguendo la tradizione popolare, sono solite ornare le camicette con motivi in bianco e nero, tipici del Transdanubio sud-orientale, o a fiori colorati, tipici della zona di Kalocsa. Prodotti tipici dell'artigianato popolare sono le coperte di lana dal pelo lungo provenienti dalla Transilvania, chiamate "cserge", e gli splendidi oggetti di porcellana: le manifatture di Herend, Zsolnay e Hollohaza fondate nell'Ottocento, sono considerate un patrimonio nazionale e i piatti artistici figurano ai primi posti tra le cose in cui gli ungheresi amano maggiormente riconoscersi.
Usanze popolari. Il re del vino, il vino del re Bacco ha donato all'Ungheria una cultura enologica di tutto rispetto. A rifulgere non e solo la stella del tokaji aszu o szamorodni, un passito che al friulano tokai ha conteso con successo, recentemente, la legittimita del nome. Ottimo da dessert, il tokaji conferma di essere il "re dei vini, il vino dei re" - come fu definito alla corte francese di re Luigi XIV -, prodotto come gia nel XVI secolo in una piccolissima regione (5000 ettari di colline) a nord-est del paese, viene quindi imbottigliato e ornato con un'etichetta in cui e riportato il numero di puttonyos, cioe di bigonce, da due a sei.
Ma la fama del tokaji ha finito per oscurare quella dell'harslevelu (fiore di tiglio), che prende il nome da un antico vitigno ungherese di qualita che fornisce vino bianco, cosi come di altri vini derivati da vitigni locali: juhfark, leanyka, kovidinka, ezerjo, keknyelu. I rossi più rinomati sono kekoporto, kekfrankos, zweigelt, merlot, cabernet sauvignon e kadarka, quest'ultimo probabilmente di origine asiatica. In Ungheria si contano la bellezza di una ventina di regioni vinicole. Le zone considerate di eccellenza sono quelle di Badacsony, a nord del lago Balaton, per i bianchi; di Szekszard e Villany, nel Transdanubio, quest'ultima in particolare per i rossi; e di Eger, dei monti Mátra e del Tokaj-Hegyalja, nel nord del paese, sia per bianchi sia per i rossi. Da Eger provengono un famosissimo rosso, l'egri bikaver (sangue di toro) e un bianco lievemente dolciastro, l'egri leanyka (fanciulla di Eger) La cucina ungherese esercita un forte richiamo sui palati degli italiani poco abituati ai sapori speziati e agrodolci. Il pepe, ma soprattutto la paprica sono onnipresenti e danno un gusto particolare al gulyas e al porkolt . Mai confondere questi due. Quello che all'estero e conosciuto come gulyas, in Ungheria si chiama rigorosamente porkolt: e uno spezzatino di manzo o carni miste che viene cotto per oltre un'ora in un soffritto di cipolla e strutto, condito con paprica, peperoni e pomodoro; si presenta in tavola con un sugo rosso e denso. Molto più brodoso e il gulyas, una minestra che unisce manzo, strutto (o olio), cipolle, cumino, paprica, gnocchetti di pasta e - volendo - patate, carote, radici di prezzemolo, peperoni, pomodori. Il porkolt puo essere insaporito con panna acida (tejfol). Quest'ultima, sempre presente sulle tavole delle famiglie ungheresi, e pressoche introvabile in Italia. rapporti con l'Italia Nel Quattrocento, come più tardi nel Risorgimento, si intensificarono gli scambi tra Ungheria e Italia: scambi tradizionalmente improntati ad affinita e simpatia tra i popoli, ma anche a interessi geopolitici, com'era gia successo nel Trecento sotto la dinastia degli Angioini, allorche Napoli era divenuta parte integrante dell'Ungheria. Mattia Corvino fu uno dei re più ricchi d'Europa, un mecenate sensibile all'arte e alla bellezza. Porto a Buda i maggiori artisti europei e sposo in seconde nozze Beatrice d'Aragona, figlia del re di Napoli, incoronata regina d'Ungheria nel 1476. Famosa al pari di quella Vaticana fu la Biblioteca corviniana, con un numero poco minore di codici, alcuni dei quali ancora conservati. Il poeta Angelo Poliziano omaggio re Matyas di alcuni manoscritti e il Mantegna lo immortalo in un famoso ritratto. Tra i numerosi umanisti italiani chiamati a far vita di corte, Galeotto Marzio da Narni, Taddeo Ugoleto e Naldo Naldi. L'architetto bolognese Aristotele Fioravanti, che lavoro anche alla costruzione del Cremlino, si mise all'opera per ampliare la fortezza di Buda. Un altro architetto, Giovanni Dalmata, diresse i lavori della cappella del castello reale. Il Rinascimento italiano propizio la nascita di nuove arti come la ceramica e la maiolica; rifiorirono la scultura, la pittura e l'artigianato. Furono influenze forti e reciproche, testimoniate, ad esempio, dal poeta Janus Pannonius che studio in terra italica e divenne amico di Marsilio Ficino.Vino
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